Crescenza Caradonna (Cresy)

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Una donna per amico

In Musica leggera on 5 agosto 2012 at 17:45

Lucio Battisti

Lucio Battisti 

Una donna per amico
di Lucio Battisti

Può darsi ch’io non sappia cosa dico, 
scegliendo te – una donna – per amico, 
ma il mio mestiere è vivere la vita 
che sia di tutti i giorni o sconosciuta; 
ti amo, forte, debole compagna 
che qualche volta impara e a volte insegna. 
L’eccitazione è il sintomo d’amore 
al quale non sappiamo rinunciare. 
Le conseguenze spesso fan soffrire, 
a turno ci dobbiamo consolare 
e tu amica cara mi consoli 
perché ci ritroviamo sempre soli. 
Ti sei innamorata di chi? 
Troppo docile, non fa per te. 
Lo so divento antipatico 
ma è sempre meglio che ipocrita. 
D’accordo, fa come vuoi I miei consigli mai. 
Mi arrendo fa come vuoi 
ci ritroviamo come al solito poi 
Ma che disastro, io mi maledico 
ho scelto te – una donna – per amico, 
ma il mio mestiere è vivere la vita 
che sia di tutti i giorni o sconosciuta; 
ti odio forte, debole compagna 
che poche volte impara e troppo insegna. 
Non c’è una gomma ancor che non si buchi. 
Il mastice sei tu, mia vecchia amica. 
La pezza sono io, ma che vergogna. 
Che importa, tocca a te, avanti, sogna. 
Ti amo, forte, debole compagna 
che qualche volta impara e a volte insegna. 
Mi sono innamorato? Sì, un po’. 
Rincoglionito? Non dico no. 
Per te son tutte un po’ squallide. 
La gelosia non è lecita. 
Quello che voglio lo sai, non mi fermerai 
Che menagramo che sei, 
eventualmente puoi sempre ridere poi 
Ma che disastro, io mi maledico 
ho scelto te – una donna – per amico, 
ma il mio mestiere è vivere la vita 
che sia di tutti i giorni o sconosciuta; 
ti amo forte, debole compagna 
che qualche volta impara e qualche insegna. 

Il pescatore

In Musica leggera on 5 agosto 2012 at 16:48


Il pescatore
testo di   Fabrizio De Andrè



All’ombra dell’ultimo sole 

s’era assopito un pescatore 
e aveva un solco lungo il viso 
come una specie di sorriso. 

Venne alla spiaggia un assassino 
due occhi grandi da bambino 
due occhi enormi di paura 
eran gli specchi di un’avventura. 

E chiese al vecchio dammi il pane 
ho poco tempo e troppa fame 
e chiese al vecchio dammi il vino 
ho sete e sono un assassino. 

Gli occhi dischiuse il vecchio al giorno 
non si guardò neppure intorno 
ma versò il vino e spezzò il pane 
per chi diceva ho sete e ho fame. 

E fu il calore d’un momento, 
poi via di nuovo verso il vento, 
poi via di nuovo verso il sole 
dietro alle spalle un pescatore. 

Dietro alle spalle un pescatore 
e la memoria è già dolore 
è già il rimpianto d’un aprile 
giocato all’ombra di un cortile. 

Vennero in sella due gendarmi 
vennero in sella con le armi 
chiesero al vecchio se lì vicino 
fosse passato un assassino. 

Ma all’ombra dell’ultimo sole 
s’era assopito il pescatore 
e aveva un solco lungo il viso 
come una specie di sorriso 
e aveva un solco lungo il viso 
come una specie di sorriso. 

 

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In Musica Classica on 5 agosto 2012 at 15:15


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5 agosto 2012 @ 

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