Crescenza Caradonna (Cresy)

Posts Tagged ‘Musica leggera italiana’

Sempre e per sempre – di Francesco De Gregori

In CantaPoeti, Musica leggera on 3 marzo 2017 at 07:33

 

Fabrizio De Andrè


“Sempre e per sempre,

dalla stessa parte, mi troverai.”

Francesco De Gregori

  ‘Sempre e per sempre’

Pioggia e sole 
cambiano 
la faccia alle persone.
Fanno il diavolo a quattro nel cuore e passano 
e tornano 
e non la smettono mai.

Sempre e per sempre tu 
ricordati 
dovunque sei, 
se mi cercherai. 

Sempre e per sempre 
dalla stessa parte mi troverai 
Ho visto gente andare, perdersi e tornare 
e perdersi ancora 
e tendere la mano a mani vuote 
E con le stesse scarpe camminare 
per diverse strade 
o con diverse scarpe 
su una strada sola.

Tu non credere 
se qualcuno ti dirà 
che non sono più lo stesso ormai .

Pioggia e sole abbaiano e mordono 
ma lasciano, 
lasciano il tempo che trovano.

E il vero amore può 
nascondersi, 
confondersi 
ma non può perdersi mai: 

Sempre e per sempre 
dalla stessa parte mi troverai 
Sempre e per sempre 
dalla stessa parte mi troverai.

Francesco De Gregori

Francesco De Gregori


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Arcobaleno sulle note

In Graphic design by AracCresy, Musica leggera, Riflessioni e Poesie on 10 febbraio 2016 at 07:08

Arcobaleno sulle note

 

Scrittrice Poetessa BloggerのCresyのCrescenza ha condiviso il tuo post.

 

Per i diritti civili
perché non esistano più cittadini di serie “B”!

Arcobaleno sulle note

🎶🌈🎶🌈🎶🌈🎶🌈🎶🌈🎶🌈🎶🌈🎶

 perché Sanremo è di tutti!

” Lascia che accada ” di Crescenza Caradonna

In Graphic design by AracCresy, Musica leggera, Poesia, Testi di canzone di Cresy Crescenza Caradonna on 6 aprile 2015 at 10:14

“Una giornata uggiosa”

Parafrasando  un verso di un testo del grande mito Lucio Battisti

“Lascia che accada”
(tutto quel che c’è)

Lascia che accada tutto quel che c’è
niente ti può incollare a me
scivola via questo piccolo fragile senso d’amore
il mondo invece sta a guardare
come un cerchio di mille colori
che si intrecciano nei passanti senza volto

lascia cadere tutto quel che c’è
mani che si intrecciano
sguardi che si cercano
odori che si confondono quì tra le lenzuola di seta

ed il mondo invece…sta a guardare
mentre noi nasciamo a nuova vita

lascia che accada tutto quel che c’è
lascia cadere tutto quel che c’è.@

Inedita@2015
di Crescenza Caradonna

 

Via della povertà – De André /De Gregori/Dylan

In CantaPoeti, Musica leggera on 28 maggio 2014 at 16:01

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1974 ♫

 Via della povertà 

Testo italiano Fabrizio De André e Francesco De Gregori

Testo e Musica di Bob Dylan



Autori: di “Via della Povertà” De André /De Gregori/Dylan


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Via della povertà 
(versione  anni “80) 

Il Salone di bellezza in fondo al vicolo 
è affollatissimo di marinai 
prova a chiedere a uno che ore sono 
e ti risponderà “non l’ho saputo mai”. 


Le cartoline dell’impiccagione 
sono in vendita a cento lire l’una 
il commissario cieco dietro la stazione 
per un indizio ti legge la sfortuna 
e le forze dell’ordine irrequiete 
cercano qualcosa che non va 
mentre io e la mia signora ci affacciamo stasera
su via della Povertà.


Signorile sembra così facile 
ogni volta che sorride ti cattura 
ricorda proprio Bette Davis 
con le mani appoggiate alla cintura. 
Arriva Lombardi trafelato 
e le grida “la sinistra sei tu!” 
ma qualcuno gli dice di andar via 
perché ormai non esiste piu’
e l’unico suono che rimane 
quando l’ambulanza se ne va 
è Signorile che spazza la strada 
in via della Povertà.



Mentre l’alba sta uccidendo la luna 
e le stelle si son quasi nascoste 
la signora che legge la fortuna 
se n’è andata in compagnia dell’oste. 
Ad eccezione di Abele e di Caino 
tutti quanti sono andati a far l’amore 
aspettando che venga la pioggia 
ad annacquare la gioia ed il dolore 
e il Cardinal Marcinkus
sta affilando la sua pietà 
se ne andrà a far la questua stasera 
in via della Povertà.



Al Quirinale sono disperati 
Sandro Pertini è diventato vecchio 
e Andreatta piange sconcertato 
vedendo Craxi che ride nello specchio. 


Sofia è dietro la finestra 
tutti quanti le hanno detto che è bella 
non ha ancora 53 anni 
e mai nessuno l’ha chiamata zitella 
la sua fuga sarà molto romantica 
trasformandosi in oro se ne andrà 
si è stufata di andare avanti e indietro
in via della Povertà.



Mongolfini travestito da pallone 
ha nascosto i suoi appunti in un baule 
è passato di qui un’ora fa 
diretto verso l’ultima Thule, 
sembrava così timido e impaurito 
quando ha chiesto di fermarsi un po’ qui 
ma poi ha cominciato a fumare 
e a recitare l’A B C 
ed a vederlo tu non lo diresti mai 
ma era famoso qualche tempo fa 
per suonare il violino elettrico 
in via della Povertà.



Ci si prepara per la grande festa 
c’è qualcuno che comincia ad aver sete 
Woityla ha gettato la ghiara
si è travestito in abiti da prete 
sta ingozzando a viva forza Berlinguer
per punirlo della sua frugalità
lo ucciderà parlandogli d’amore 
dopo averlo avvelenato di pietà 
e mentre Woityla grida 
4 suore si son spogliate già 
Berlinguer sta per essere violentato 
in via della Povertà.



E bravo Carboni mattacchione 
il paese sta affondando nella merda
e gli Anarchici tutti annegati
e il capitano grida “ce ne stanno ancora”, 
e Agnelli e Indro Montanelli 
fanno a pugni nella torre di comando 
i suonatori di calipso ridono di loro 
mentre il cielo si sta allontanando 
e affacciati alle loro finestre nel mare 
tutti pescano garofani e lillà 
e nessuno deve più preoccuparsi 
di via della Povertà.



Il tuo articolo l’ho letto proprio ieri 
ci hai messo dentro tutto quel che sai
ma non essere ridicolo 
non chiedermi “come stai”, 
questa gente di cui mi vai parlando 
è quasi gente come tutti noi 
non mi sembra che siano mostri 
e né tanto meno eroi 
e non mandarmi altre bozze da correggere
nessuno ti risponderà 
se non provi a spedirmi i tuoi articoli
da via della Povertà.


 

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SEI OTTAVI – Rino Gaetano

In CantaPoeti, Musica leggera, Video on 31 luglio 2013 at 13:55

emoticons natale (23)

 

 

ALCUNI VERSI 

Passava la notte
passavano le ore

la camera fredda
si scaldava d’amore

la luce discreta spiava
e le ombre inventava

mentre sul mare
una luna danzava

chi mi dirà buona notte
stanotte il mio Dio
la luna le stelle o forse io

Rino Gaetano

Rino Gaetano 

Artista

In Riflessioni e Poesie on 5 maggio 2013 at 09:47
Artista

Artista 

Artista

Anima inquieta
dei nostri tempi,

pittore della musica
dolce essenza di fragilità
giocoliere dell’immaginazione,

artista
imprevedibile
libera i fantasmi
senza nome delle parole
sulle note di una melodia.

Cresy Crescenza
(diritti riservati)
1 settembre 2010 @

Gli intellettuali di Giorgio Gaber

In CantaPoeti, Musica leggera, Riflessioni e Poesie, Video on 14 aprile 2013 at 15:01


Gli intellettuali

Giorgio Gaber

(Parlato)

No. Io sono un uomo di cultura.
Io con quelli lì non ci vado, sono testacchioni.
Sì, forse l’impostazione è anche giusta, ma ci sono troppe cose
… Certo che il mondo va male, vuoi che non lo veda?
Sono più a sinistra di loro, io.
È che loro sono ingenui, ignoranti, non hanno dubbi.
Mentre io, io sono un problematico e prima di prendere una decisione…

Gli intellettuali sono razionali
lucidi, imparziali, sempre concettuali
sono esistenziali, molto sostanziali
sovrastrutturali e decisionali.

(Parlato) Poi dicono, gli intellettuali.
È chiaro, siamo su un altro livello.
Loro vanno lì, si picchiano coi fascisti, con la polizia.
Cosa risolvono? Non scavano, sono grossolani.
Io sono anche magro. Diffido della gente robusta.
Gli operai. No, intendiamoci, io sono più a sinistra di loro.
È che tanto non si può far niente. Toh! Un po’ di vento.
E questa foglia che mi batte su un occhio…
Agire, dicono, bisogna agire. Che fastidio, questa foglia…
Bisogna vedere come si agisce e se si può agire.
Intanto batte, eh… Cosa posso fare?
Niente, non c’è niente da fare.

Gli intellettuali fanno riflessioni
considerazioni piene di allusioni
allitterazioni, psicoconnessioni
elucubrazioni, autodecisioni.

(Parlato) Che fastidio, questa foglia.
Batte sempre più forte.
Cosa posso fare?… Niente, non c’è niente da fare.
Va a finire che perdo l’occhio.

Riccardo Cocciante

In CantaPoeti, Musica leggera, Riflessioni e Poesie on 6 aprile 2013 at 10:05

 

 

«Se canti resta là»

 

 

«Mi ritovo così con un buco nel cuore»

 

 

 

Daniele Silvestri : Occhi da orientale

In CantaPoeti, Musica leggera, Video on 2 aprile 2013 at 12:52
Cresy

Cresy

 

Occhi da orientale

Occhi da orientale che raccontano emozioni
sguardo limpido di aprile di dolcissime illusioni
tutto scritto su di un viso che non riesce ad imparare
come chiudere fra i denti almeno il suo dolore
Più di cinquecento notti già mi sono innamorato
di una bocca appena aperta di un respiro senza fiato
se potesse questo buio cancellare l’universo
forse ti potrei guardare e non sentirmi così perso

ma tu dormi ancora un po’ non svegliarti ancora no
ho paura di sfiorarti e rovinare tutto
no, tu dormi ancora un po’ ancora non so
guardarti anch’io nel modo giusto
nei tuoi occhi disarmanti

sono occhi di ambra lucida tra palpebre di viole
sguardo limpido d’aprile come quando esce il sole
ed io sarò la nuvola che ti terrà nascosta
perché gli altri non si accorgano di averti persa

ma tu dormi ancora un po’ non svegliarti ancora no
ho paura di sfiorarti e rovinare tutto
no, tu dormi ancora un po’ ancora non so
guardarti anch’io nel modo giusto

nei tuoi occhi innocenti disarmanti devastanti
quei tuoi occhi che ho davanti
tienili chiusi ancora pochi istanti

occhi da orientale che raccontano emozioni
ed io cos’altro posso fare io posso scrivere canzoni
i tuoi occhi…

se potesse questa musica annullare l’universo
forse ti potrei guardare e non sentirmi perso
nei tuoi occhi…
disperso…
nei tuoi occhi.

Cresy

Cresy

Franco Califano

In CantaPoeti, Musica leggera, Riflessioni e Poesie, Video on 1 aprile 2013 at 07:11

Franco Califano

Franco Califano

«Dipinsi l’anima su tela anonima

poi rinascere sotto le stelle

dimenticai di colpo un passato folle

in un tempo piccolo»

 CIAO

FRANCO CALIFANO

♥IL POETA DELLA STRADA♥

Cresy@

Enzo Jannacci

In CantaPoeti, Musica leggera, Video on 30 marzo 2013 at 15:35

30 Marzo 2013

«  Enzo Janacci  il cantautore e cabarettista milanese

è morto a 78 anni dopo una lunga malattia.»

Fabri Fibra

In Musica leggera, Video on 10 marzo 2013 at 19:50

Guerra e pace

Guerra e pace (Felice Berardinone)

GUERRA E PACE

‹Guerra ›

diCresy Crescenza Caradonna

SU:

Cresy Caradonna’s Blog Scrittrice

http://cresycaradonna.wordpress.com/2010/09/11/guerra/

classifiche

GRAZIE!♥

Noemi

In CantaPoeti, Musica leggera, Video on 10 marzo 2013 at 18:50

 

In un giorno qualunque

In un giorno qualunque 
a Milano io e te 
il rumore della pioggia 
ci faceva stringere 
In un giorno qualunque 
me l’avevi promesso 
io ci avevo creduto 
e ci credo anche adesso

Era un giorno qualunque 
era un giorno diverso 
quando ti ho conosciuto davvero 
quando forse ti ho perso

E all’improvviso sento 
che il cuore mio si è spento 
mi chiedo come hai fatto 
ad inventarti tutti 
All’improvviso piangerò, 
finché sei qui non lo farò 
non sarò il tuo tormento 
mi tengo ciò che sento

In un giorno qualunque 
credevo mi amassi 
io cammino da sola 
tu ritorni sui tuoi passi 
Dentro un giorno qualunque 
dentro un giorno importante 
la tua parte migliore 
l’hai perduta per sempre

E all’improvviso sento 
che il cuore mio si è spento 
mi chiedo come hai fatto 
ad inventarti tutto 
All’improvviso piangerò, 
finché sei qui non lo farò 
non sarò il tuo tormento 
mi tengo ciò che sento

Cambiando convinzioni 
ritorno alle abitudini 
di ieri, di sempre, per sempre 
Cambiando convinzioni 
ritorno alle abitudini 
di ieri, di sempre, per sempre

E all’improvviso sento 
che il cuore mio si è spento 
mi chiedo come hai fatto 
ad inventarti tutto 
All’improvviso piangerò, 
finché sei qui non lo farò 
non sarò il tuo tormento 
mi tengo ciò che sento

In un giorno qualunque 
a Milano io e te 
il rumore della pioggia 
ci faceva stringere

Cresy@

Cresy@

«L’amore è una cosa semplice» di Tiziano Ferro

In CantaPoeti, Musica leggera on 7 marzo 2013 at 16:45

Il  video di Tiziano Ferro girato a Bari

«L’amore è una cosa semplice»

Ho un segreto 

Ognuno nè ha sempre uno dentro

 Ognuno lo ha scelto o l’ha spento

 Ognuno volendo e soffrendo  

 

I have a segret

Everyone has always one of them inside

Everyone has chosen it and put it out

Everyone wanting and suffering

di

Cresy Crescenza Caradonna
 
Bari
Cresy@
 

GRAZIE
😉

siti

Cigno nero

In Musica leggera, Video on 5 marzo 2013 at 08:52

 

Cigno nero

Fedez –  Francesca Michielin

Il tuo cuore batte a tempo
ritmo nuovo mai sentito
e da quel poco che lo ascolto
è già il mio pezzo preferito
mangio merda da vent’anni
ma non perdo l’appetito
e poi mi fanno pure fare
la scarpetta con il dito
labbra al gusto di fumo
mischiate col Pampero
rende la testa pesante
ma il cuore più leggero
e tu sei il cigno nero
stanco di seguire il branco
il cuore grande quanto il sole
ma freddo come il marmo
né giovani nè grandi
nel cuore piove grandine
stasera niente alcol
voglio bere le mie lacrime
una crepa sopra il petto
che diventa una voragine
al quale non puoi fare
le iniezioni di collagene
io sono senza scrupoli
e tu sei senza carattere
togliamoci i vestiti
ma teniamoci le maschere
se mi fissi bene
non vedrai i miei occhi sbattere
chi sogna ad occhi aperti
perde l’uso delle palpebre

La lacrima che brucia
il vento la consuma
il nero che mi sporca
tanto poi si lava
e tutto ciò che ho perso
io lo perdo ancora
mi tengo dentro il vuoto
che di te mi resta

E a cosa servirebbe
dirci che ci siamo amati
tanto quando esce il disco
ci saremo già lasciati
godiamoci il momento
perché prima o poi finisce
l’amore spesso prende
ma poi non restituisce
io sto ancora aspettando il cuore
che gli ho dato in prestito
se la vita insegna
io sono un alunno pessimo
è come se facessimo una gara
è un inizio lungo
ma alla fine non è poi così lontana
già, sei bella e dannata
la metà mancata di una mela avvelenata
e io cerco il sollievo in una dose di veleno
come chi è stato allattato
da chi ha le serpi in seno
con la consapevolezza
che non c’è certezza
vieni stammi vicina,
sì ma a distanza d’insicurezza
io ti ho dato un dito
invece tu mi hai preso il cuore
e sono sempre stato incline
agli sbalzi d’amore
La lacrima che brucia
il vento la consuma
il nero che mi sporca
tanto poi si lava
e tutto ciò che ho perso
io lo perdo ancora
mi tengo dentro il vuoto
che di te mi resta

E il tuo nome è stato scritto a matita
per poterti cancellare una volta finita
tra me e te sai
sei l’errore più bello della mia vita
il tuo nome è stato scritto a matita
per poterti cancellare una volta finita
tra me e te sai
sei l’errore più bello della mia vita

La lacrima che brucia
il vento la consuma
il nero che mi sporca
tanto poi si lava
e tutto ciò che ho perso
io lo perdo ancora
mi tengo dentro il vuoto
che di te mi resta.

 

 

diCresy Crescenza Caradonna

Lei

In CantaPoeti, Musica leggera, Video on 24 febbraio 2013 at 17:22
Charles Aznavour

Charles Aznavour

LEI

Lei può esere il viso che non posso dimenticare
La scia di piacere o di rimpianto
Può essere il mio tesoro o il prezzo da pagare
Lei può essere la musica cantata d’estate
Può essere il freddo portato dall’autunno
Può essere centinaia di cose differenti
Come il misurare del tempo di un giorno

Lei può essere la bella o la bestia
Può essere la fame o l’abbondanza
Può cambiare ogni giorno nel paradiso o nell’inferno
Lei può essere lo specchio dei miei sogni
Il sorriso riflesso in un torrente
Le può non essere quello che sembra essere dentro al suo guscio

Lei che sembra sempre felice fra la gente
I suoi occhi possono essere cosi lucidi e cosi fieri
Nessuno ha il permesso di vederli quando piangono
Lei può essere l’amore che è troppo sperare che duri
Forse viene da me dall’ombra del passato
Ma la voglio ricordare fino al giorno in cui morirò

Lei può essere la ragione per la quale sopravvivo
Il motivo e il fine della mia vita
Quella di cui voglio prendermi cura durante gli anni difficili
Io, voglio prendere il suo sorriso e le sue lacrime
E farne miei souvenirs
Dove lei va io voglio esserci
Il significato della mia vita è lei
Lei

 

 

‘Ciao amore’ di Luigi Tenco a cura di Cresy Crescenza Caradonna

In Musica leggera on 17 febbraio 2013 at 18:32

Ciao Amore

La solita strada, bianca come il sale 
il grano da crescere, i campi da arare.

Guardare ogni giorno 
se piove o c’e’ il sole, 
per saper se domani 
si vive o si muore 
e un bel giorno dire basta e andare via.

Ciao amore, 
ciao amore, ciao amore ciao. 
Ciao amore, 
ciao amore, ciao amore ciao.

Andare via lontano 
a cercare un altro mondo 
dire addio al cortile, 
andarsene sognando.

E poi mille strade grigie come il fumo 
in un mondo di luci sentirsi nessuno. 
Saltare cent’anni in un giorno solo, 
dai carri dei campi 
agli aerei nel cielo.
E non capirci niente e aver voglia di tornare da te.

Ciao amore, 
ciao amore, ciao amore ciao. 
Ciao amore, 
ciao amore, ciao amore ciao. 
Non saper fare niente in un mondo che sa tutto 
e non avere un soldo nemmeno per tornare.

Ciao amore, 
ciao amore, ciao amore ciao. 
Ciao amore, 
ciao amore, ciao amore ciao.

Luigi Tenco
1967

Un poeta.

Cresy Crescenza

Asaf Avidan: One Day

In CantaPoeti, Musica Classica, Video on 16 febbraio 2013 at 16:39
 Asaf AvidanDi Crescenza Caradonna

Asaf Avidan
Di Crescenza Caradonna

Testo
One Day

No more tears, my heart is dry
I don’t laugh and I don’t cry
I don’t think about you all the time
But when I do – I wonder why

You have to go out of my door
And leave just like you did before
I know I said that I was sure
But rich men can’t imagine poor.

One day baby, we’ll be old
Oh baby, we’ll be old
And think of all the stories that we could have told

Little me and little you
Kept doing all the things they do
They never really think it through
Like I can never think you’re true

Here I go again – the blame
The guilt, the pain, the hurt, the shame
The founding fathers of our plane
That’s stuck in heavy clouds of rain.

One day baby, we’ll be old
Oh baby, we’ll be old
And think of all the stories that we could have told.

 

Traduzione

Un giorno  

Non più lacrime, il mio cuore si è asciugato
io non rido e non piango
non penso a te tutto il tempo
ma qundo lo faccio – mi meraviglio del perchè

devi uscire dalla mia porta
e andare via proprio come facesti prima
so che di aver detto cdi essere sicura
ma i ricchi non riescono ad immaginarsi poveri

un giorno baby, saremo vecchi
Oh baby, saremo vecchi
e penseremo a tutte le storie che avremmo potuto raccontare

il piccolo me e la piccola te
continuano a fare tutte le cose che facevano
Loro non ci riflettono mai veramente
come io non riesco a pensarti vera (questa strofa potrebbe essere sbagliata)

eccomi ancora- la responsabilità
la colpa, il dolore, la ferita, la vergogna
l’ideatore del nostro piano
tutto questo è bloccato in pesanti nuvole di pioggia

un giorno baby, saremo vecchi
Oh baby, saremo vecchi
e penseremo a tutte le storie che avremmo potuto raccontare

Simone Cristicchi

In CantaPoeti, Musica leggera, Video on 14 febbraio 2013 at 17:48

Mi manchi

Mi manchi
come manca il mare a un’isola
come ad un bottone l’asola
come un mese a un calendario
e a un teatro il suo sipario
a una suora il suo rosario
come le ali a un aereoplano
l’altalena ad un bambino
la sua patria a un emigrato

Mi manchi
come l’ago ad un pagliaio
allo Yeti il suo ghiacciaio
come il vento agli aquiloni
come il cacio ai maccheroni
e la penna ad un notaio
come manca un pesce all’amo
come a volte manca il fiato
e a me dirti che ti amo

Lo nasconderò
questo nostro amore
perchè tu non lo veda
perchè tu non ci creda
quando ti dirò che ti amo ancora
e che mi manchi…

Mi manchi
come le radici a un albero
come il campo ad un trattore
come al lampo manca il tuono
e al peccato il suo perdono
al mercato il suo frastuono
al ciclista la discesa
a un altare la sua chiesa
ed a Dio la mia preghiera

Lo nasconderò
questo grande amore
perchè il mondo non veda
perchè tu non ci creda
quando ti dirò che ti amo ancora
…che ti amo ancora…
e che mi manchi…
…quando ti dirò che ti amo ancora
e che mi manchi…

Mi manchi
come tela ad un pittore
come adesso le parole
come a me manca il tuo amore

 

Simone Cristicchi

Simone Cristicchi 

Caparezza – Non siete stato voi

In CantaPoeti, Musica leggera on 4 febbraio 2013 at 21:33

CAPAREZZA

– CONCERTO PRIMO MAGGIO 2011-

NON SIETE STATO VOI

Non siete Stato voi che parlate di libertà
come si parla di una notte brava dentro
i lupanari.
Non siete Stato voi che
trascinate la nazione dentro il buio
ma vi divertite a fare i luminari.
Non
siete Stato voi che siete uomini di
polso forse perché circondati da una
manica di idioti.
Non siete Stato voi
che sventolate il tricolore come in
curva e tanto basta per sentirvi patrioti.
Non
siete Stato voi né il vostro parlamento
di idolatri pronti a tutto per ricevere
un’udienza.
Non siete Stato voi che
comprate voti con la propaganda ma
non ne pagate mai la conseguenza.
Non
siete Stato voi che stringete tra le
dita il rosario dei sondaggi sperando
che vi rinfranchi.
Non siete Stato
voi che risolvete il dramma dei disoccupati
andando nei salotti a fare i saltimbanchi.
Non
siete Stato voi. Non siete Stato, voi.

Non
siete Stato voi, uomini boia con la
divisa che ammazzate di percosse i
detenuti.
Non siete Stato voi con gli
anfibi sulle facce disarmate prese
a calci come sacchi di rifiuti.
Non
siete Stato voi che mandate i vostri
figli al fronte come una carogna da
una iena che la spolpa.
Non siete Stato
voi che rimboccate le bandiere sulle
bare per addormentare ogni senso di
colpa.
Non siete Stato voi maledetti
forcaioli impreparati, sempre in cerca
di un nemico per la lotta.
Non siete
Stato voi che brucereste come streghe
gli immigrati salvo venerare quello
nella grotta.
Non siete Stato voi col
busto del duce sugli scrittoi e la
costituzione sotto i piedi.
Non siete
Stato voi che meritereste d’essere
estripati come la malerba dalle vostre
sedi.
Non siete Stato voi. Non siete
Stato, voi.

Non siete Stato voi che
brindate con il sangue di chi tenta
di far luce sulle vostre vite oscure.
Non
siete Stato voi che vorreste dare voce
a quotidiani di partito muti come sepolture.
Non
siete Stato voi che fate leggi su misura
come un paio di mutande a seconda dei
genitali.
Non siete Stato voi che trattate
chi vi critica come un randagio a cui
tagliare le corde vocali.
Non siete
Stato voi, servi, che avete noleggiato
costumi da sovrani con soldi immeritati,
siete
voi confratelli di una loggia che poggia
sul valore dei privilegiati
come voi
che i mafiosi li chiamate eroi e che
il corrotto lo chiamate pio
e ciascuno
di voi, implicato in ogni sorta di
reato fissa il magistrato e poi giura
su Dio:
“Non sono stato io”.

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Elio e le Storie Tese

In CantaPoeti, Musica leggera, Video on 30 gennaio 2013 at 14:22

LA TERRA DEI CACHI

Parcheggi abusivi, applausi abusivi, villette abusive, abusi sessuali abusivi; tanta voglia di ricominciare abusiva.

Appalti truccati, trapianti truccati, motorini truccati che scippano donne truccate; il visagista delle dive e’ truccatissimo.

Papaveri e papi, la donna cannolo, una lacrima sul visto:
Italia si’ Italia no Italia bum, la strage impunita.
Puoi dir di si’ puoi dir di no, ma questa e’ la vita.
Prepariamoci un caffe’ , non rechiamoci al caffe’ : c’e’ un commando che ci aspetta per assassinarci un po’.
Commando si’ commando no, commando omicida.
Commando pam commando papapapapam, ma se c’e’ la partita
il commando non ci sta e allo stadio se ne va,
sventolando il bandierone non piu’ sangue scorrera’ ;
infetto si’ ? Infetto no? Quintali di plasma.
Primario si’ primario dai , primario fantasma ,
io fantasma non saro’ e al tuo plasma dico no.
Se dimentichi le pinze fischiettando ti diro’
“fi fi fi fi fi fi fi fi ti devo una pinza,
fi fi fi fi fi fi fi fi, ce l ‘ ho nella panza”.

Viva il crogiuolo di pinze. Viva il crogiuolo di panze.
Quanti problemi irrisolti ma un cuore grande cosi’.
Italia si’ Italia no Italia gnamme, se famo du spaghi.
Italia sob Italia prot, la terra dei cachi.
Una pizza in compagnia, una pizza da solo;
un totale di due pizze e l’Italia e’ questa qua.

Fufafifi’ fufafifi’ Italia evviva. Italia perfetta, perepepe’ nanananai. Una pizza in compagnia, una pizza da solo: in totale molto pizzo, ma l ‘ Italia non ci sta. Italia si’ Italia no, Italia si’

ue’ , Italia no ,ue’ ue’ ue’ ue’ ue’.

Perche’ la terra dei cachi e’ la terra dei cachi. No.

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CantaPoeta: Lucio Battisti

In CantaPoeti, Musica leggera, Riflessioni e Poesie, Video on 29 gennaio 2013 at 08:43

CantaPoeta: Lucio Battisti

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“Dolore è una gran gioia

che addolcisce il male.”

Lucio Battisti

Respirando

Respirando

Respirando la polvere dell’auto che ti porta via,
mi domando
perché più ti allontani e più mi sento mia.

Respirando
il primo dei ricordi che veloce appare
sto fumando
mentre entri nel cervello e mi raggiungi il cuore.

Proprio in fondo al cuore,
senza pudore
per cancellare
anche il più antico amore.

Respirandoti,
io corro sulla strada senza più frenare,
respirandoti,
sorpasso sulla destra e vedo un gran bagliore
Lontano una sirena e poi nessun rumore.
Lasciarti è fra i dolori quel che fa più male.
Fra tanta gente nera una cosa bella tu al funerale.

Respirando
pensieri un po’ nascosti mentre prendi il sole
ti stai accorgendo
“che un uomo vale un altro” sempre no non vale.

Respirando più forte
ti avvicini al mare.
Stai piangendo.

Ti entro nel cervello e ti raggiungo il cuore.
Proprio in fondo al cuore
senza pudore
per cancellare
anche il più nuovo amore.

Respirandomi
ti vesti e sorridendo corri e poi sei fuori
Respirandomi
tu metti in moto l’auto e accarezzi i fiori.

Lontano una sirena e poi nessun rumore.
Dolore e una gran gioia che addolcisce il male. 
Fra tanta gente nera una cosa bella tu a me uguale.

Respirandoci ,
guardiamo le campagne che addormenta il sole.

Respirandoci,
le fresche valli, i boschi e le nascoste viole.
le isole lontane, macchie verdi e il mare,
i canti delle genti nuove all’imbrunire.

VAI SU:

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Images (Lucio Battisti album)

Images (Lucio Battisti album) (Photo credit: Wikipedia)

 

Lucio Battisti Tribute

Lucio Battisti Tribute (Photo credit: nontelodiromai)

Lucio Battisti

Lucio Battisti (album)

Lucio Battisti (album)

Emozioni

Emozioni 

Amore e non amore

Amore e non amore

Lucio Battisti vol. 4

Lucio Battisti vol. 4

Una donna per amico

Una donna per amico

E già

E già

Vasco Rossi: ” L’uomo più semplice ” di Cresy Caradonna

In Musica leggera, Video on 24 gennaio 2013 at 10:57
Vasco Rossi

Vasco Rossi

(ANSA) – ROMA, 20 GEN –
Si intitola ”L’uomo piu’ semplice” e’ gia’ dal titolo si intuisce l’ironia che da sempre contraddistingue Vasco Rossi.
Il nuovo brano, prodotto da Vasco, sara’ in tutte le radio da domattina contemporaneamente e disponibile in versione digitale.
 

https://www.facebook.com/vascorossi

Vasco Rossi

«L’uomo più semplice»

Sono l’uomo più semplice che c’è
Sono l’uomo giusto per te
Sono l’uomo di questa sera
Sono l’uomo di primavera
Facciamo bene a stare insieme stare
Facciamo bene perché è sabato sera
Facciamo bene facciamo perché
C’è l’occasione e l’atmosfera
Sì… Facciamo bene perché
Siamo vivi, domani chi lo sa
Sì… Facciamo bene perché
Siamo vivi, domani chi lo sa
Te la prendi te la responsabilità?
Sono un uomo buono
Sono un uomo sincero
Sono un uomo vero
Sono un uomo solo
Sono l’uomo di questa sera
Sono l’uomo di primavera
Facciamo bene a stare insieme stare
Facciamo bene perché è sabato sera
Facciamo bene facciamo perché
C’è l’occasione e l’atmosfera
Sì… Facciamo bene perché
Siamo vivi, domani chi lo sa
Sì… Facciamo bene perché
Siamo vivi, domani chi lo sa
Te la prendi te la responsabilità?
..
Sono un uomo
Sono un uomo
Sono l’uomo più semplice che c’è

L’Uomo Più Semplice, 2013

Sono l’uomo giusto per te

 

VIDEO PRESO DAL WEB


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Manca la musica…ed è una canzone

In Musica leggera, Testi di canzone di Cresy Crescenza Caradonna on 4 gennaio 2013 at 23:12

 

Tu abbraccio sensuale
tu poesia
tu ragione della mia vita

Suono la mia chitarra
due note nel chiaro mattino

accordi chiusi nel cassetto
sbocciano come fiori a primavera

Scrivo per te una canzone d’amore
scrivo per te tutto il mio amore
scrivo per l’immenso blu dei tuoi occhi

Tu abbraccio sensuale
tu poesia
tu ragione della mia vita

Placa il calore del tuo fragile corpo
passione sublime di piccola donna
sensazioni emotive di un risveglio d’amore.©

DiCresy Crescenza Caradonna©

Il rumore del mare

In Musica leggera, Testi di canzone di Cresy Crescenza Caradonna on 26 novembre 2012 at 07:54

Il rumore del mare

Spiagge dorate lui è in me
trovo una conchiglia splende di te
echi lontani di suoni fatati
di incontri d’amore ormai già passati

note tra i capelli note armoniose di andati ricordi
sentiti nel vento portati dal mare.

Lì il mare calmo riporta al pensare
di sere e mattine insieme abbracciati
mangiando di baci la pelle abbronzata
bella ma bella di caldo sensuale

é il rumore dell’estate
lì nel mare calmo del tramonto

guardo l’orizzonte si perde nell’infinito
nell’azzurro dei tuoi occhi
tu sei andato via  andato via

é il rumore dell’estate
di spiagge dorate di amori finiti
finiti nel blu più profondo di un cuore ferito.

Di Crescenza Caradonna©

 

.

 

Fabrizio De Andrè

In Musica Classica on 3 novembre 2012 at 18:06

La città vecchia

Nei quartieri dove il sole del buon Dio non dà i suoi raggi
ha già troppi impegni per scaldar la gente d’altri paraggi,
una bimba canta la canzone antica della donnaccia
quello che ancor non sai tu lo imparerai solo qui tra le mie braccia.

E se alla sua età le difetterà la competenza
presto affinerà le capacità con l’esperienza
dove sono andati i tempi di una volta per Giunone
quando ci voleva per fare il mestiere anche un po’ di vocazione.

Una gamba qua, una gamba là, gonfi di vino
quattro pensionati mezzo avvelenati al tavolino
li troverai là, col tempo che fa, estate e inverno
a stratracannare a stramaledire le donne, il tempo ed il governo.

Loro cercan là, la felicità dentro a un bicchiere
per dimenticare d’esser stati presi per il sedere
ci sarà allegria anche in agonia col vino forte
porteran sul viso l’ombra di un sorriso tra le braccia della morte.

Vecchio professore cosa vai cercando in quel portone
forse quella che sola ti può dare una lezione
quella che di giorno chiami con disprezzo pubblica moglie
quella che di notte stabilisce il prezzo alle tue voglie.

Tu la cercherai, tu la invocherai più di una notte
ti alzerai disfatto rimandando tutto al ventisette
quando incasserai delapiderai mezza pensione
diecimila lire per sentirti dire “micio bello e bamboccione”. 

Se ti inoltrerai lungo le calate dei vecchi moli
In quell’aria spessa carica di sale, gonfia di odori
lì ci troverai i ladri gli assassini e il tipo strano
quello che ha venduto per tremila lire sua madre a un nano.

Se tu penserai, se giudicherai
da buon borghese
li condannerai a cinquemila anni più le spese
ma se capirai, se li cercherai fino in fondo
se non sono gigli son pur sempre figli
vittime di questo mondo.

 

 

 

 Fabrizio De Andrè  quando gli chiesero se si riteneva un poeta. Rispose più o meno così:

“Siccome lessi da qualche parte Benedetto Croce sostenere che da giovani tutti sono poeti, e da adulti o sono veri poeti o sono cretini, io nel dubbio mi preferisco definire autore di testi per canzone”.

Il cielo in una stanza

In Musica leggera on 25 ottobre 2012 at 10:50
  • Italian Songbook Vol. 1 è il quinto album da solista del cantante italiano Morgan, pubblicato nel 2009  

Morgan si propone di reinterpretare esclusivamente vocalmente (per la prima volta non suona alcuno strumento) quei brani databili fine anni cinquanta inizio anni sessanta, periodo in cui la musica italiana si poteva permettere il lusso di fare scuola perfino all’estero, scritti da artisti del calibro di Umberto Bindi, Domenico Modugno, Gino Paoli, Luigi Tenco, Sergio Endrigo, Piero Ciampi e tanti altri.

  • Back home someday – 3:18
  • Il mio mondo – 3:04
  • Resta con me – 3:44
  • Lontano dagli occhi – 3:42
  • Il cielo in una stanza – 2:55
  • Invenzione per orchestra d’archi – 1:37
  • Qualcuno tornerà – 2:47
  • You are my world – 3:04
  • Stay here with me – 3:44
  • If ever you are lonely – 3:42
  • This world we love in – 2:55
  • Invenzione per orchestra d’archi – 1:37
  • That someone – 2:46

DAL SITO UFFICIALE DI MARCO CASTOLDI

http://marcomorgan.forumfree.it/

Il cielo in una stanza 


Quando sei qui con me
questa stanza non ha più pareti
ma alberi,
alberi infiniti
quando sei qui vicino a me
questo soffitto viola
no, non esiste più.
Io vedo il cielo sopra noi
che restiamo qui
abbandonati
come se non ci fosse più


Suona un’armonica

niente, più niente al mondo.


mi sembra un organo
che vibra per te e per me
su nell’immensità del cielo.


Per te, per me:
nel cielo.


GRAZIE

 

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    Solo Poesie di Cresy

English: Morgan live concert at Suoni delle Do...

Morgan e Fabio Cinti live @ Alpheus 10.06.08

Adriano Celentano

In Musica Classica on 16 ottobre 2012 at 14:23

Azzurro

Cerco l’estate tutto l’anno
e all’improvviso eccola qua.
Lei è partita per le spiagge
e sono solo quassù in città,
sento fischiare sopra i tetti
un aeroplano che se ne va.

Azzurro,
il pomeriggio è troppo azzurro
e lungo per me.
Mi accorgo
di non avere più risorse,
senza di te,
e allora
io quasi quasi prendo il treno
e vengo, vengo da te,
ma il treno dei desideri
nei miei pensieri all’incontrario va.

Sembra quand’ero all’oratorio,
con tanto sole, tanti anni fa.
Quelle domeniche da solo
in un cortile, a passeggiar…
ora mi annoio più di allora,
neanche un prete per chiacchierar…

Azzurro,
il pomeriggio è troppo azzurro
e lungo per me.
Mi accorgo
di non avere più risorse,
senza di te,
e allora
io quasi quasi prendo il treno
e vengo, vengo da te,
ma il treno dei desideri
nei miei pensieri all’incontrario va.

Cerco un po’ d’Africa in giardino,
tra l’oleandro e il baobab,
come facevo da bambino,
ma qui c’è gente, non si può più,
stanno innaffiando le tue rose,
non c’è il leone, chissà dov’è…

Azzurro,
il pomeriggio è troppo azzurro
e lungo per me.

Mi accorgo
di non avere più risorse,
senza di te,
e allora
io quasi quasi prendo il treno
e vengo, vengo da te,
ma il treno dei desideri
nei miei pensieri all’incontrario va.

Poesia è @by Cresy

Sempre e per sempre- di Francesco De Gregori

In CantaPoeti, Musica leggera on 16 settembre 2012 at 13:52

Fabrizio De Andrè

"Sempre e per sempre, 

dalla stessa parte, mi troverai." 
Francesco De Gregori

   

‘Sempre e per sempre’

Pioggia e sole 
cambiano 
la faccia alle persone.
Fanno il diavolo a quattro nel cuore e passano 
e tornano 
e non la smettono mai.

Sempre e per sempre tu 
ricordati 
dovunque sei, 
se mi cercherai. 

Sempre e per sempre 
dalla stessa parte mi troverai 
Ho visto gente andare, perdersi e tornare 
e perdersi ancora 
e tendere la mano a mani vuote 
E con le stesse scarpe camminare 
per diverse strade 
o con diverse scarpe 
su una strada sola.

Tu non credere 
se qualcuno ti dirà 
che non sono più lo stesso ormai .

Pioggia e sole abbaiano e mordono 
ma lasciano, 
lasciano il tempo che trovano.

E il vero amore può 
nascondersi, 
confondersi 
ma non può perdersi mai: 

Sempre e per sempre 
dalla stessa parte mi troverai 
Sempre e per sempre 
dalla stessa parte mi troverai.

Respiro

In Musica leggera on 24 agosto 2012 at 12:09

 

 

 

 

Respiro

Fa’ che io canti presto 
le cose che sei. 
Fammi fermare il tempo 
che danza tra noi. 
Lascia che sia respiro 
finché tu ci sei 
il mio saluto al giorno 
per non lasciarsi andare mai. 

Io vorrei
che il mio viaggio
di gran vagabondo
finisse con te
e per noi
diventasse respiro
quell’esserci amati,
annullati, divisi,
rincorsi, appagati.

Voglio che sia respiro
l’amore tra noi
per non piegarsi dentro
per darsi di più.
Lascia che sia respiro
finché tu ci sei
il mio saluto al giorno
per non lasciarsi andare…

Io vorrei
che il mio viaggio
di gran vagabondo
finisse con te
e per noi
diventasse respiro
quell’esserci amati,
annullati, divisi,
rincorsi, appagati.

E vorrei
che ogni volta
che cerchi qualcosa
cercassi di me
e per noi
diventasse respiro
la nostra canzone
diventasse respiro
lo stesso ricordo
di noi.

Voglio che sia respiro
l’amore tra noi
per non piegarsi dentro
per darsi di più.
Lascia che sia respiro
finché tu ci sei
il mio saluto al giorno
per non lasciarsi andare mai.

Franco Simone

 

Volonta’ di Esistere

In Musica leggera on 23 agosto 2012 at 16:42

VOLONTA’ D’ESISTERE

RICONOSCO LA MIA INUTILITA’
INETTITUDINE INCAPACITA’

SONO IN VIAGGIO DI RICOGNIZIONE
COMPAGNA AMICA LA MIA DISPERAZIONE

SI CELA UN SEGRETO CHE TENGO PER ME
E PIANGENDO SILENZIOSA INGOIO LE MIE LACRIME

DELINEATO NON C’è PIU’ ALCUN CONFINE
IN QUESTA NOTTE BUIA SCURA SENZA FINE

MA IL SANGUE SCORRE ANCORA
CALDO NELLE VENE
IL CUORE BATTE FORTE
E NON SMETTE DI PULSARE

EPPURE MANCA L’ARIA NON RIESCO A RESPIRARE
MORTE INTERIORE A LIVELLO CEREBRALE!

SI CELA UN SEGRETO CHE TENGO PER ME
E PIANGENDO SILENZIOSA INGOIO LE MIE LACRIME

DELINEATO NON C’è PIU’ ALCUN CONFINE
IN QUESTA NOTTE BUIA SCURA SENZA FINE

SCORDATI DI ME .. HO CESSATO DI ESISTERE
SCORDATI DI ME .. NON VOGLIO PIU’ RINASCERE

LASCIAMI ORA CHE .. MI SENTO COSI’IN PACE
LASCIAMI ORA CHE .. MI SENTO PIU’ FELICE

VITA SE MI VUOI DEVI RICONQUISTARMI
VITA SE MI VUOI COSTRINGIMI AD AMARMI

STRINGIMI DI PIU’ .. ABBRACCIAMI PIU’ FORTE
STRINGIMI DI PIU’ .. ACCAREZZA LA MIA FRONTE
STRINGIMI DI PIU’ .. CONSOLA LA MIA ANSIA
STRINGIMI DI PIU’ .. RIDAMMI LA SPERANZA

Testo ed interpretazione di

Musiche di Alberto Baroni

Aforisma di Nietzsche

Senza musica la vita sarebbe un errore.

 

 Musica


E’ bella e triste
musica che mi giri attorno
diamante  prezioso ti sento
mi par di toccarti
vibri nell’aria
accarezzi i miei sensi

amante sei di una notte d’amore
là sei dentro di me
m’invadi l’anima
dovunque in ogni momento arrivi in qualsiasi parte
perché arrivi dove l’amore tradisce

musica musica musica
l’orologio pazzo ha suonato tutte le tue ore
lontana  più lontana da tutte le stelle
ti addormenti tra le mie braccia
nell’indolenza di questo amore
morto tra le note della tua musica.

 Cresy Crescenza Caradonna
Tutti i diritti Riservati 

VIETATO SCARICARE UNO STRALCIO O PARTE SENZA CONSENSO DELL’AUTRICE

GRAZIE

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IL RUMORE DELLE PAROLE

Una donna per amico

In Musica leggera on 5 agosto 2012 at 17:45

Lucio Battisti

Lucio Battisti 

Una donna per amico
di Lucio Battisti

Può darsi ch’io non sappia cosa dico, 
scegliendo te – una donna – per amico, 
ma il mio mestiere è vivere la vita 
che sia di tutti i giorni o sconosciuta; 
ti amo, forte, debole compagna 
che qualche volta impara e a volte insegna. 
L’eccitazione è il sintomo d’amore 
al quale non sappiamo rinunciare. 
Le conseguenze spesso fan soffrire, 
a turno ci dobbiamo consolare 
e tu amica cara mi consoli 
perché ci ritroviamo sempre soli. 
Ti sei innamorata di chi? 
Troppo docile, non fa per te. 
Lo so divento antipatico 
ma è sempre meglio che ipocrita. 
D’accordo, fa come vuoi I miei consigli mai. 
Mi arrendo fa come vuoi 
ci ritroviamo come al solito poi 
Ma che disastro, io mi maledico 
ho scelto te – una donna – per amico, 
ma il mio mestiere è vivere la vita 
che sia di tutti i giorni o sconosciuta; 
ti odio forte, debole compagna 
che poche volte impara e troppo insegna. 
Non c’è una gomma ancor che non si buchi. 
Il mastice sei tu, mia vecchia amica. 
La pezza sono io, ma che vergogna. 
Che importa, tocca a te, avanti, sogna. 
Ti amo, forte, debole compagna 
che qualche volta impara e a volte insegna. 
Mi sono innamorato? Sì, un po’. 
Rincoglionito? Non dico no. 
Per te son tutte un po’ squallide. 
La gelosia non è lecita. 
Quello che voglio lo sai, non mi fermerai 
Che menagramo che sei, 
eventualmente puoi sempre ridere poi 
Ma che disastro, io mi maledico 
ho scelto te – una donna – per amico, 
ma il mio mestiere è vivere la vita 
che sia di tutti i giorni o sconosciuta; 
ti amo forte, debole compagna 
che qualche volta impara e qualche insegna. 

melgigi

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