Crescenza Caradonna (Cresy)

“Maestra per sempre – Diario della scuola che vorrei”di Crescenza Caradonna

In Libri on 26 febbraio 2020 at 14:57

“Maestra per sempre – Diario della scuola che vorrei”
di Crescenza Caradonna

Una maestra, la sua classe, i suoi sentimenti. Il libro narra episodi della vita scolastica della classe 1° di bambini che si approcciano per la prima volta con il mondo scolastico con il quale confrontarsi e dialogare per crescere ed evolversi, di una maestra che mette l’anima, il cuore e l’amore nel suo lavoro di educatrice nel quale crede fermamente.
Informazioni editoriali

Titolo: Maestra per sempre – Diario della scuola che vorrei
Autore: Crescenza Caradonna
Data di uscita:2017
Pagine: 44
Copertina: morbida
Editore: Youcanprint
ISBN: 9788892674073
€9,00
https://www.youcanprint.it/fiction/fiction-generale/maestra-per-sempre-diario-della-scuola-che-vorrei-9788892674073.html
SCONTATO SU: Feltrinelli.it

https://www.lafeltrinelli.it/libri/crescenza-caradonna/maestra-sempre-diario-scuola-che/9788892674073

https://www.mondadoristore.it/Maestra-sempre-Diario-scuola-Crescenza-Caradonna/eai978889267407/

PETER GABRIEL

In Attualità e Cronaca, CantaPoeti, Musica leggera on 13 febbraio 2020 at 05:32

Nato il 13 febbraio 1950 – Peter Gabriel : Artista inglese tra i più raffinati del genere rock e soul, con oltre cinquant’anni d’esperienza alle spalle.


Dopo aver raggiunto il successo nel celebre gruppo rock-progressivo Genesis come cantante, flautista e percussionista, ha intrapreso una carriera solista di successo sperimentando numerosi linguaggi musicali.

A partire dalla seconda metà degli anni ottanta è stato impegnato nella promozione della world music attraverso la sua etichetta Real World, nella ricerca di moderne tecniche di incisione e nello studio di nuovi metodi di distribuzione della musica online. È anche noto per il suo costante impegno umanitario.

Lungo la sua carriera, Peter Gabriel si è imposto con un repertorio pop, rock e art rock contaminandolo con citazioni etno-elettroniche. Se le prime produzioni sono ancora segnate dai trascorsi dell’artista con i Genesis, il quarto album Peter Gabriel (1982) si svincola definitivamente dai vincoli del rock progressivo con la sua musica fatta di “flauti andini ricreati al Fairlight, Steve Reich in rock, l’Africa racchiusa in un satellite e mandata a spiarci da lassù.” Della sua discografia si segnalano So (1986) che fonde sonorità accessibili e sperimentazione citando il funky e il rock, e la prova strumentale di Birdy (1985), fra le uscite più complesse dell’artista. Ha successivamente approfondito il discorso della world music come confermano la colonna sonora di Passion (1989): un album di “voci, echi e profumi senza tempo, sospesi tra la terra e il cielo, a spazzare via pregiudizi e frontiere culturali” e il più recente Big Blue Ball (2008),mentre alcune delle sue ultime uscite sono rivisitazioni in chiave orchestrale di brani suoi e di altri artisti (Scratch My Back del 2010 e New Blood del 2011). Il profilo a lui dedicato nel sito di MTV lo inserisce fra gli esponenti dell’album-oriented rock e del college rock.

“Nel blu dipinto di blu” di Domenico Modugno trionfa a Sanremo.

In CantaPoeti, Musica leggera on 1 febbraio 2020 at 06:14

Accadde Oggi
“Nel blu dipinto di blu” trionfa a Sanremo
sabato 1° febbraio 1958
“Nel blu dipinto di blu” trionfa a Sanremo: L’ottava edizione del Festival di Sanremo, la prima in diretta TV, premiò l’inedita coppia Domenico Modugno e Jonny Dorelli. Iniziò da qui la storia di una melodia destinata a rappresentare un intero popolo in tutto il mondo.

Forte dei primi successi musicali ottenuti con Vecchio frac e Lazzarella (presentata nel 1957 al Festival di Napoli in coppia con Aurelio Fierro), accompagnati dalla già cospicua carriera cinematografica (una ventina di film all’attivo), Modugno tentò il debutto sul massimo palcoscenico della musica italiana. Due anni prima una sua canzone, “Musetto”, aveva partecipato a Sanremo ma lui era comparso solo come autore.

In mano sapeva di avere un pezzo forte, scritto a quattro mani con il giovane paroliere Franco Migliacci. Così dopo aver superato la preselezione, Nel blu dipinto di blu venne ammessa alla competizione che vedeva concorrere 20 canzoni e 15 cantanti. L’ottava edizione, ospitata nel Salone delle Feste del Casinò sanremese e condotta da Gianni Agus e Fulvia Colombo, presentava una novità rispetto alle passate: la diretta televisiva in Eurovisione a partire dalle 22 del 30 gennaio.

Una giuria di 200 elementi (100 sorteggiati tra il pubblico del casinò, il resto attraverso un complicato sorteggio) decideva ogni sera le dieci finaliste. La coppia Dorelli-Modugno passò senza problemi, anche perché erano in tantissimi a canticchiare il simpatico ritornello.

In particolare l’interpretazione del secondo riusciva a rendere appieno lo spirito leggero e insieme brioso del testo, accompagnandolo con una mimica efficace. Il gesto di apertura liberatoria delle braccia restò un tratto distintivo nelle interpretazioni seguenti.

In generale pubblico e critica erano concordi nel vedere in essa la canzone più originale ed estrosa della competizione. Per questo il primo posto ottenuto nella finale del 1° febbraio apparve più che meritato; dietro era rimasta la vecchia tradizione musicale incarnata dalla star Nilla Pizzi, giunta seconda e terza, in coppia rispettivamente con Tonina Torrielli e Gino Latilla.

Pubblicata dopo il Festival in quattro versioni dalla Fonit, “Nel blu dipinto di blu” varcò i confini nazionali e raccolse riconoscimenti di prestigio, tra cui tre Grammy (primato che restò incontrastato per molto tempo) come “miglior disco”, “canzone” e “interprete dell’anno”.

L’arrivo in America fu un trionfo colossale: dall’esibizione al mitico Ed Sullivan Show, il programma televisivo più popolare degli Stati Uniti, ai palcoscenici di Boston, Buffalo, Los Angeles e New York, tutti furono conquistati dalla voce dell’artista di Polignano e dalla coinvolgente melodia di Volare, nome con cui il brano divenne popolare nelle radio statunitensi, conservandolo nel tempo come titolo alternativo. Tant’è che lo stesso Modugno fu ribattezzato “Mr Volare”.

Nel frattempo si rincorrevano le versioni sulla paternità dell’idea del ritornello. Migliacci sosteneva di esser stato ispirato da un quadro di Marc Chagall, Modugno dal cielo osservato dalla sua abitazione romana. Resta il fatto che “Volare” divenne in poco tempo un inno spensierato alla proverbiale creatività e immaginazione del popolo italiano.

Nel 2008, a cinquant’anni dal trionfo di Sanremo, all’indimenticabile brano è stato dedicato un francobollo celebrativo. Tutt’oggi, secondo i dati della SIAE, risulta la canzone italiana più eseguita al mondo. Non si contano le cover eseguite da star internazionali del calibro di David Bowie, Paul McCartney, Barry White e Ray Charles.

Crescenza Caradonna

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